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08/02/2019

Mensa aziendale, rimborso del pasto, ticket o...?

Mensa aziendale, rimborso del pasto, ticket o...?

Il presente approfondimento ha lo scopo di illustrare chiaramente quali sono le alternative per chi decide di indennizzare i propri dipendenti per le spese di pasto. Ciò al fine di assumere la scelta fiscalmente più vantaggiosa per la propria azienda.

Ad oggi sono previste le seguenti possibilità:

  1. Mensa interna o in appalto;
  2. Indennizzo;
  3. Buoni pasto (cartacei o elettronici);
  4. Convenzioni ristoranti, bar, ecc.

Da subito si evidenzia che l’offerta di servizi e/o indennità non genera imponibilità in capo al fruitore (dipendente) qualora, al netto delle osservazioni effettuate nei singoli paragrafi di seguito, questo sia offerto a:

  • Generalità di dipendenti;
  • Categorie di dipendenti;
  • I collaboratori co.co., (compresi gli amministratori), costituiscano una “categoria”, talché è possibile, ove lo si ritenesse funzionale, erogare solo a questi uno dei servizi ricompresi nell’elencazione di cui sopra.

Non sono ricompresi, invece, gli amministratori professionisti e tutti i professionisti in generale poiché la loro opera non è assimilabile al lavoro subordinato.

  1.        Mensa interna o in appalto

L’impresa, in locali propri o di terzi, può gestire una mensa oppure appaltare i servizi ad una azienda terza per i propri dipendenti/collaboratori (acquistando impianti, macchinari, vettovaglie e utilizzando personale proprio).

La fruizione della mensa non comporta alcuna tassazione né contribuzione per il dipendente.

I costi sono per l’impresa deducibili ai fini Ires e Irap; l’IVA è interamente detraibile.

  1.        Riconoscimento di una Indennità in denaro

È possibile erogare una indennità giornaliera in denaro. A differenza della mensa, tale indennità concorre al reddito e forma base contributiva per il lavoratore.

Per l’impresa i costi sono deducibili Ires; ai fini Irap i costi sono deducibili solo se i predetti dipendenti sono assunti con contratto a tempo indeterminato, ovvero sono degli apprendisti, disabili, personale assunto con contratto di formazione lavoro e personale addetto alla ricerca e sviluppo.

Vi sono particolarità per le imprese edili, il cui approfondimento esula l’oggetto della presente circolare.

  1.        Erogazione di buono pasto (cartaceo od elettronico)

Il buono pasto, in sostituzione alla mensa viene assegnato al dipendente o collaboratore, (compreso l’amministratore) e non genera reddito o base contributiva nel limite di € 5,29 giornalieri (€ 7 se in modalità elettronica).

L’Iva applicata dalla società emittente il buono (al 4%) è interamente detraibile per l’impresa. Il costo del buono pasto per l’impresa è interamente deducibile ai fini Ires e ai fini Irap.

  1.        Convenzioni con bar e/o ristoranti

Di facile fruizione e gode di innegabili vantaggi poiché consiste in un contratto/convenzione con un esercente pubblico ubicato nei pressi dell’azienda.

La convenzione può prevedere la corresponsione di un buono pasto o di un buono valore il quale, ad esempio, dia diritto a:

  • Primo piatto, acqua e caffè;
  • Primo, secondo, contorno e frutta.

Le consumazioni aggiuntive restano a carico del lavoratore.

Dal punto di vista operativo, al lavoratore verrà assegnato l’apposito buono (concordato con il ristoratore) che verrà consegnato dal lavoratore medesimo al ristoratore, il quale erogherà il pasto secondo le caratteristiche concordate con la impresa.

A fine mese (o altra tempistica concordata), il ristoratore emetterà fattura alla impresa, allegando copia dei buoni consegnati dai lavoratori che attestano il numero di pasti erogati in convenzione.

L’Iva è interamente detraibile per il datore e il costo è interamente deducibile ai fini Ires e Irap.

Per il dipendente non vi è alcuna ripercussione fiscale, qualsivoglia sia il valore del buono pasto.

Quanto sopra non esclude, in caso di trasferta, l’attribuzione delle ordinarie indennità.

Vi invitiamo a contattare Maiolo & Associati per ottenere maggiori informazioni